Pensioni: l'accordo non è scontato

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"Tutti danno per scontata l'intesa, bisogna raffreddare gli animi. É una partita delicata che ha bisogno di altre discussioni. Anche perché finora non abbiamo visto una riga scritta o un conto fatto spiegando dove si reperiscono le risorse. E le cifre di cui abbiamo sentito parlare sono insufficienti”. Dopo l'incontro con il governo di ieri, questa mattina il segretario generale della, Cgil Susanna Camusso, è intervenuta a Radio Anch'io su Rai Radio Uno sulle pensioni.

Tre i punti sui quali Camusso ha messo l'accento. I lavoratori precoci, un tema sul quale il governo in estate aveva fatto grandi aperture che adesso sono svanite. “Non ci si può immaginare – ha detto - che chi ha iniziato a lavorare molto presto debba inseguire poi per tutta la vita il diritto ad andare in pensione”, tema, questo, importante per la Cgil. Circa l'Ape, il nuovo strumento proposto dall'esecutivo, ieri al tavolo sono emerse novità rispetto alle notizie circolate nei primi step, a partire dal fatto che si tratterebbe di un provvedimento sperimentale – per due anni -, e non di una riforma strutturale del sistema previdenziale. In questa chiave l'Ape sarebbe una sorta di 'superammortizzatore' per le categorie disagiate che permetterebbe di raggiungere la pensione. Per quella volontaria, che comporterebbe grandi penalità sugli assegni, Camusso ha ribadito che per la Cgil è una strada sbagliata.

Il governo ieri ha individuato come soglia sotto la quale non si pagherebbero sanzioni per l'uscita anticipata, ovvero le pensioni sotto i 1.500 euro lordi. “Una proposta che aprirebbe una divisione tra le diverse categorie del 'disagio' per cui occorre un ragionamento che risponda davvero alle categorie di lavoratori coinvolti”. Infine i giovani e il loro futuro previdenziale, tema che la Cgil aveva posto come imprescindibile ma che finora non è stato affrontato. “Mancano le risposte per i giovani – ha spiegato la leader dalla Cgil -. Il nostro è un sistema che presenta forti iniquità, penso ai vitalizi, ma anche alla necessità di un contributo di solidarietà da parte delle pensioni alte come fondo interno al sistemo per sostenere i giovani e le carriere discontinue”.

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